Giornata in memoria e dell’impegno delle vittime innocenti delle mafie.
Giornata della Memoria Palermo

Giornata in memoria e dell’impegno delle vittime innocenti delle mafie.

Accoglienza, Integrazione e Legalità

Il 21 marzo 2018, in occasione della giornata in memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, gli operatori e un gruppo di beneficiari del progetto Sprar di Villarosa si sono recati a Palermo per testimoniare il loro impegno a favore della legalità. Il gruppo ha visitato due luoghi simbolo della lotta contro la mafia: l’albero di Falcone e “Piazza della Memoria”. “Per noi questa partecipazione è stata importante – dichiara Beatrice Di Salvo, operatrice SPRAR di Villarosa – perché il nostro centro sorge in due beni confiscati alla mafia e pertanto il messaggio della legalità permea ogni nostra attività di accoglienza ed integrazione dei migranti”.

Palermo è stata proclamata “Capitale italiana della Cultura 2018” e premiata come “Città dell’Accoglienza e dei Diritti”. Questo messaggio è stato sancito dalla carta dalla migrazione come sofferenza, alla mobilità come diritto inalienabile” firmata nel 2015, ribadendo principi come accoglienza, inclusione e umanità.

Nella prima parte della mattinata si è svolta la visita all’albero di Falcone in cui è stato portato un messaggio significativo da parte dell’Associazione Don Bosco 2000 in ricordo dello stesso giudice e di tutte le vittime della mafia a testimonianza della loro grande sensibilità verso i temi della Legalità e della lotta contro la Mafia. Successivamente operatori e migranti hanno visitato la Piazza della Memoria: all’interno della superficie del Tribunale di Palermo, c’è stato un significativo momento d’informazione ai ragazzi migranti da parte degli operatori con la successiva riflessione sulla tematica del fenomeno mafioso in Sicilia e sul valore dell’impegno delle vittime della mafia.

Progettata e allestita nel 2000, Piazza della Memoria è stata realizzata per ricordare i giudici di Palermo e Trapani uccisi per la loro lotta contro cosa nostra. Piazza della memoria è delimitata da un recinto di gradini alla cui sommità sono posti i nomi di coloro che hanno combattuto come servitori dello Stato con, accanto ad ognuno di essi, la data della morte e 11 colonne ognuna delle quali rappresenta un magistrato ucciso. Al centro si trova una scultura che raffigura due ali spiegate.

L’integrazione passa dalla conoscenza delle diverse dinamiche sociali e delle relative problematiche emergenti come avviene nel caso del fenomeno mafioso in Sicilia ma anche dalla conoscenza della cultura e del territorio che accoglie. “Abbiamo attraversato il centro storico di Palermo, fatto un percorso arabo-normanno, visto piazza Politeama, il Teatro al Massimo, la Cattedrale, i quattro canti, Palazzo d’Orleans – continua Roberta La Cara, coordinatrice dello SPRAR di Villarosa – e la scelta di Palermo non è casuale trattandosi del capoluogo siciliano che per il succedersi di numerose civiltà e popoli vanta un prezioso patrimonio artistico e architettonico ma in tale ricorrenza assurge a prezioso simbolo di città che da decenni tenta con tutti i mezzi la lotta a cosa nostra per garantirsi altresì una rinascita”.

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