24 Nov 2020

Quando la moda diventa etico-solidale: ecco cosa vuol dire indossare i capi Beteyà

Quando si parla di moda è naturale e comune pensare alle collezioni più in voga o alle grandi firme che, più di ogni altra cosa, influenzano il consumatore finale nella scelta dei capi e dei colori da prediligere, perseguendo così le tendenze del momento. Ma si può parlare di moda anche con un’accezione etico-solidale, come nel caso di Beteyà: la startup siciliana specializzata nella produzione di capi di abbigliamento uomo-donna, che ha dato vita a un progetto sostenibile e di rilancio occupazionale al territorio siciliano e alle categorie più fragili che lo popolano, attraverso l’ideazione di capi e accessori dal visual unico e originale. Cosa significa indossare Beteyà e perché è importante conoscerne tutto il suo valore? Scopriamo di più sull’ecosistema Beteyà e sulla Mission del progetto, la quale caratterizza lo stile e la linea di collezioni dalla testa ai piedi.

beteya moda responsabile

La moda responsabile: un progetto a favore di legalità, integrazione e sostenibilità

Chi indossa i capi Beteyà veste responsabilmente e finanzia azioni di sostegno nei confronti di villaggi africani che versano in condizioni di povertà. La startup siciliana ha sposato questa Mission, con lo scopo di creare nuove opportunità di sviluppo locale e favorire l’integrazione tra persone provenienti da Paesi e culture differenti. Il multiculturalismo e l’inclusione sociale sono alcune delle caratteristiche che contraddistinguono l’ambiente di lavoro all’interno dell’atelier e nei due punti vendita presenti a Catania. Ogni reparto e ogni fase di produzione avviene attraverso la collaborazione tra i beteyer: giovani siciliani e migranti africani. Un connubio di competenze e know how che permette a Beteyà di investire su risorse umane in primis, oltre che tecniche.

stand abbigliamento beteya

Dall’ideazione del visual, alla lavorazione e produzione dei capi: ogni passaggio avviene nel segno della legalità e della sostenibilità etica e ambientale.

Il progetto è ambizioso e mira a produrre capi e accessori di qualità. Una qualità non solo estetica, ma anche etica. Dietro ogni prodotto finito ci sono le storie di Zaid e Gabriele, due ragazzi del team che hanno saputo trasformare i loro sogni in una sfida di sviluppo locale. Chi è arrivato dall’Africa per scappare dalla fame e dalla guerra e, attraverso un viaggio lungo e difficile, è giunto in Italia per riappropriarsi della propria dignità e trovare amici veri che hanno saputo accoglierlo; chi, invece, ha fatto delle proprie radici siciliane un punto di forza e un vanto per tanti suoi coetanei. Questi due esempi di storie descrivono a pieno la natura del progetto, che ha saputo credere in questo territorio e trovare spazio in contesti urbani di quel Sud spesso vittima di disagio sociale e malaffare. Oggi alcuni tra gli edifici in cui opera Beteyà sono spazi confiscati alla mafia e riqualificati per dare voce alle categorie più fragili, che trovano forme di impiego nella startup tessile siciliana.

I prodotti finiti e venduti presso i due Concept Store o presso lo shop online, sono tutti plastic free. La scelta di adottare un comportamento rispettoso nei confronti dell’ambiente è un altro dei punti di forza del brand.

Chi acquista i prodotti Beteyà, sceglie un consumo responsabile e contribuisce a realizzare orti e pollai nei villaggi africani

La moda è per Beteyà un concetto alto che punta ad andare oltre la sola immagine estetica. Potremmo dire tranquillamente che “siamo ciò che indossiamo” e, secondo tale presupposto, scegliere di acquistare prodotti realizzati da giovani siciliani e migranti africani, la cui sfida principale è quella di garantire loro l’inclusione sociale e il rilancio occupazionale, non è più solo una scelta di stile, ma anche di vita. Su ogni prodotto acquistato, Beteyà devolve il 10% del ricavato in progetti a sostegno dell’Africa. Grazie al contributo dell’Associazione Don Bosco 2000, è possibile costruire oratori per garantire una vita dignitosa ai bambini dei villaggi di Tambacounda in Senegal. La moda è una scelta di testa e di cuore.