19 Ott 2020

Le storie di Zaid e Gabriele: quando la diversità unisce e i sogni prendono forma, nasce Beteyà.

Beteyà, start-up di abbigliamento uomo-donna, nasce dall’incontro tra due culture differenti come quelle africana e quella europea e prende vita grazie al bando “Beni Confiscati 2016” di Fondazione con il Sud. L’obiettivo è quello di rilanciare lo sviluppo locale del territorio siciliano e garantire, al contempo, la legalità e l’integrazione sociale, attraverso il supporto e il sostegno alle categorie più fragili: i giovani del territorio siciliano e i migranti africani giunti in Italia. Dietro il progetto ci sono storie di vita, di speranza, storie di ragazzi provenienti da Paesi e culture differenti come quella di Zaid, immigrato proveniente dalla Guinea, e Gabriele, giovane siciliano oggi a capo del progetto Beteyà. Un team multietnico e versatile, che si rispecchia nell’originalità dei capi prodotti, belli e buoni. WearBeteyà!

Lo stile Beteyà: la ricchezza è nella diversità culturale

Giovani siciliani e migranti africani cooperano uniti in un progetto etico-solidale che punta a fare della diversità culturale una ricchezza e non un limite. La strategia di successo è racchiusa proprio   in questo concetto: mettere assieme differenti capitali umani nella realizzazione e vendita dei prodotti Beteyà. Dalla grafica alla produzione dei capi, dalla vendita al marketing, tutti gli staff sono multietnici, con lo scopo di rafforzare i valori che sono alla base del progetto: legalità, integrazione, sostenibilità.

La storia di Zaid: dalla Guinea all’Italia un viaggio di riscatto e libertà

Cisse Oumar Zaid nasce in Guinea nel 1999. Appartiene al gruppo etnico mandinga ed è di fede musulmana. Quella di Zaid è una storia fatta di speranze e di sogni, che ha inizio nel 2015 quando decide di lasciare il suo Paese di origine per intraprendere un viaggio lungo e drammatico che lo vedrà protagonista di una vera e propria odissea. Attraversa prima il Mali, poi l’Algeria e la Libia, fino a raggiungere l’Italia ancora minorenne, nell’estate del 2016. Viene subito accolto nel centro di primissima accoglienza (CPA) per minori stranieri non accompagnati (MSNA) alla Colonia Don Bosco a Catania, dove intraprende il percorso di prima alfabetizzazione con ottimi risultati. Diventato maggiorenne viene trasferito nel centro SPRAR di Aidone (EN), sempre gestito dall’Associazione Don Bosco 2000, dove completa il percorso scolastico e consegue il diploma al Liceo delle Scienze Umane. A seguito del diploma, inoltre, intraprende un percorso di formazione come volontario di Servizio Civile Nazionale che lo porterà, successivamente, a perseguire una formazione specifica per il progetto Beteyà per il quale opera attualmente come addetto alle vendite presso il Concept Store presente nel centro commerciale Le Porte di Catania.

La storia di Gabriele: il settore moda come leva al rilancio del territorio siciliano

Gabriele Sella, classe 1999, è un giovane siciliano, figlio di Cinzia ed Agostino, cooperatori salesiani che hanno creato e portato avanti il progetto di Don Bosco 2000, oggi a capo del progetto Beteyà. Gabriele sposa sin dall’inizio la causa della start-up Beteyà poiché ne condivide i valori che ne sono alla base e vede in questo progetto un’occasione di rivalsa per sé e per tutti i giovani presenti sul territorio siciliano in cerca di un rilancio sociale e occupazionale. Oggi è Responsabile delle vendite dei due Concept Store a Catania. Studia all’Accademia delle Belle Arti per seguire la sua passione per il settore fashion, la musica e il design. È uno dei membri più giovani del team Beteyà insieme ai giovani di provenienza africana con cui lavora fianco a fianco nella gestione dei negozi, nell’allestimento delle vetrine e nelle strategie di vendita. Si occupa anche delle relazioni con i fornitori per l’acquisto di articoli che poi vengono lavorati nell’atelier.

Gabriele Beteya

Il social fashion Beteyà: questione di stile, (est)etico e solidale.

Per ogni capo venduto, la quota di €1,33 sarà devoluta ai progetti che l’Associazione Don Bosco 2000 sta realizzando in Senegal e Gambia. In questi paesi, grazie al progetto della migrazione circolare, si aiutano i migranti arrivati in Sicilia a rientrare nel loro Paese di origine, dopo aver acquisito competenze nei settori dell’agricolturae della gestione d’impresa. Grazie al loro impegno, si stanno realizzando orti nei villaggipiù poveri della savana senegalese e gambiana, per creare opportunità di sviluppo sostenibile in grado di dare un’alternativa alla migrazione forzata di tanti giovani africani. Il resto dei proventi serve a sostenere l’attività del brand. Chi acquista i prodotti Beteyà sostiene la legalità, l’integrazione e la sostenibilità, e aiuta le popolazioni africane più bisognose a rilanciare il proprio territorio. La moda è un fatto di stile, del corpo e dell’anima. WearBeteyà!